Un ragazzo padre agente della CIA nell’action thriller intitolato “Hanna”
di Francesco Venturini - 13 settembre 2011Lo strettissimo rapporto fra padre e figlia è alla base dell’action thriller da poco uscito e intitolato Hanna.
Il sogno di ogni ragazzo padre è trascorre il più tempo possibile con il proprio figlio e provvedere alla sua educazione?
Nel film di Joe Wright Erik (l’attore Eric Bana) passa ben 14 anni con sua figlia Hanna (la giovanissima Saoirse Ronan), rimasta orfana a 2 anni, nel più totale isolamento per proteggerla e insegnarle a difendersi da chi un giorno le darà la caccia (la glaciale Marissa Viegler interpretata da Kate Blanchett).
Eric (ex agente della CIA) addestra Hanna come un soldato insegnadlole letali tecniche di combattimento nel rigore silenzioso di una foresta in Finlandia ad appena 100 km dal Polo Nord e facendola diventare una vera e propria Nikita adolescente. Un’educazione completa, quotidiana fisica e mentale condotta nel silenzio di una capanna senza energia elettrica, un’intimità totale fatto di libri letti alla luce del fuoco grazie alla quale Hanna impara inglese, spagnolo, tedesco e francese.
Hanna conosce profondamente il mondo esterno attraverso gli occhi di suo padre e quei libri. Ma lo conoscerà realmente solo quando sarà pronta.

Voglio cercare di porre l’accento sulla centralità che viene data alla figura paterna nel film senza svelare dettagli della trama.
Erik è l’archetipo del ragazzo padre che si occupa dell’educazione della propria figlia: il loro è un rapporto esclusivo di reciprocità necessaria e dipendenza totale. Soli nella foresta Eric insegna tutto quello che sa alla figlia per fare in modo che sia pronta ad affrontare le difficoltà del mondo esterno.
Logicamente qui tutto è portato all’eccesso: l’isolamento, il rapporto strettissimo, le difficoltà che la attendono e le caratterisitiche dei due protagonisti. Ma Eric non fa ne più ne meno quello che ogni padre deve fare: dedicare il suo tempo a sua figlia, insegnarle tutto quello che sa e preparla ad affrontare la vita, lasciandola andare quando sarà pronta.
E senza fare spoiler, Eric andrà ben oltre il suo ruolo di ragazzo padre facendoci capire l’essenza della paternità e la sua importanza sia per Eric che per Hanna e ci fa riflettere su quanto possa essere fertile e indissolubile il rapporto padre/figlio.
Un film che consiglio di guardare a chi ama gli action movies con i sentimenti: un buon film con una prima parte molto avvincente. Da scommetere che la giovane protagonista farà strada nel mondo del cinema, ha tutte le armi per riuscirci!
Ah, un piacere aggiuntivo per i nostri sensi ce lo regala la meravigliosa colonna sonora realizzata dai The Chemical Brothers: fra le tante prenditi il tempo di ascoltare The Devil in The Details.
Dai intanto un occhio al trailer e fammi sapere che pensi del film:




